Lo ammetto, non ero affatto sicuro che avrei trovato molti consensi al mio precedente "sfogo". Certo, era nato da un comune "lamentarsi" tra noi "colleghi", ma le teorie che ho tirato fuori mi sembravano forse azzardate, un pò eccessive per essere accettate senza inarcare un pò il sopracciglio. Invece i consensi ci sono stati (sarà un bene o un male?...) e addirittura si aggiunge questo "seguito" sotto espressa richiesta. Il ritardo del SECONDO TEMPO è dovuto, manco a dirlo, proprio agli oneri scolastici. Infatti mi ha fatto notare un mio amico filosofo che le ore dedicate alla scuola non solo le 30 pronosticate, ma molte di più. Diciamo che il lavoro a scuola è l'avvio, la forza che vince solamente l'attrito, o se preferite la prefigurazione dello studio REALE che avverrà poi tra le mura domestiche. Ok, ho usato le nozioni scolastiche fresche fresche d studio per argomentare un attacco allo studio stesso e forse non è molto coerente; ma un pò di ironia non guasta. Anche perchè a qualche cosa dovranno pure servire quelle nozioni...o no? tanto, avendo già posto nel precedente intervento che:
- le nozioni si perdono in grandi percentuali quasi inevitabilmente dopo pochi anni (se non mesi) di polvere.
- le nozioni non rispecchiano realmente il grado di conoscenza certificato dall'istituzione.
tanto vale farle fruttare in questo angolo disperso del web. Inoltre, quindi, si aggiunge una nuova constatazione, ossia che:
- Nonostante tutte le ore passate a scuola ciò non è sufficiente, è necessario un apporto di studio teorico e pratico individuale, cosa attestata e richiesta da ogni insegnante.
In pratica è come se, a uno che va in palestra, l'istruttore spiegasse solo come eseguire gli esercizi e poi lo rimandasse a casa a comprarsi da solo l'attrezzatura e a farsi da solo tutto il lavoro pesante. Questo è ovviamente sintomo di un'organizzazione sbagliata della scuola; argomento che comunque ora sarebbe troppo lungo da affrontare; ne parlerò (forse) nel prossimo "sfogo" (se ci sarà). Ma tanto per rimanere in tema, voglio affrontare un nuovo punto cruciale dell'istruzione che mi ha sempre affascinto per la sua assurdità. Allora, qualcuno di somma conoscenza, tipo Fioroni, la Moratti, Dio o un bidello, mi vuole spiegare perchè alcune materie ripartono da 0 appena si avanza di un gradino nella eccellente scala dei livelli d'istruzione? Faccio un eempio: sapete quante volte ho studiato i Romani? no dico, lo sapete? ve lo dico io ... sono arrivato per ora a quota 3!!! no dico...3!!! ecco, ora che avete appreso il concetto, uno dei sopracitati signori mi vorrebbe spiegare perchè per 3 volte ho dovuto studiare Nerone che brucia Roma...Cesare e Pompeo...Colosseo e quant'altro???? Ma per caso la storia cambia ogni tanto? no perchè se è così chiedo scusa... certo, ovviamente chiunque direbbe che viene ristudiato il solito argomento per apportare un diverso grado di approfondimento nella materia.... e cioè? cosa vorrebbe dire? che un bimbo delle elementari non riesce a capire qualche data in più? Non mi pare cambi molto dalla storia delle elementari a quella di un liceo, in fondo si tratta di avvenimenti, se invece di dare il riassuntino ai fanciulli di 6 anni, gli dessero il mio libro di storia (che peraltro sembra davvero scritto per quell fascia d'età) non credo troverebbero poi grandi difficoltà, e intanto al liceo avrei una materia in meno, con ben 2 o 3 ore utilizzabili per qualcosa di SERIO!!! (per esempio potenziamento di RELIGIONE, tanto ormai sono capace di aspettarmi anche questo!!!).
Ma io penso ci sia una ragione...tutti i poveri laureati in storia romana non li potete ficcare solo alle elementari...quindi vi siete inventati di continuare a propinarci la stessa roba ogni tot anni...vero???? ... ma pensate che non ce ne accorgiamo??? no dico...pensate che uno non se ne rende conto di studiare sempre le stesse cose? ah no..aspetta...non mi vorrete mica dire che avvallate la mia teoria vero? eh si, questa è la chiara dimostrazione che tutti sanno che la storia viene studiata tanto per farci il compitino e poi scompare dalla nostra memoria!!! allora ho ragione! e voi lo sapete!!! lo sapete che è tutto inutile, che non impariamo niente se non una piccola parte..che tutto il resto andrà perduto...altrimenti perchè insisterci così tante volte?
ok...non ho altre domande (per ora); l'accusa ha finito, la corte si ritiri per deliberare.
(continua...[quasi sicuramente...=P ])
» Mirko kun (¯`v´¯) »
Sapete dove passo circa 30 ore alla settimana? A scuola ovviamente, ho solo 17 anni. Sapete quante cose mi insegnano al giorno? bè...vediamo...in media diciamo che mi viene insegnato un argomento nuovo a settimana per materia. Sapete cosa imparo? ... Non lo so nemmeno io. La verità è che ormai da un pò mi sembra di non imparare più niente. Il bello è che invece per la scuola io dovrei avere una conoscenza enorme... per loro è pari a un 7...o un 8...dipende... ma comunque tutti concorderanno che 8/10 dovrebbe implicare una notevole conoscenza. Ma io (e parlando con i miei "colleghi" non dovrei essere l'unico) non so poi molto. Degli ultimi 4 anni di studio ricordo vari accenni, per usare un'iperbole, e mi sa che andando avanti toccherà la stessa sorte a tutto quello che ora vale un 7 o un 8 nel registro dei miei soddisfatti prof. Mi sa che allora ho capito male io fin dall'inizio. In realtà tutti quei numerini che mi scrivono a penna rossa sui compiti non indicano il grado di conoscenza ma solo un numero preso quasi a caso in una scala di valori arbitraria per cercare di definire quanto sono simile ad un computer in grado di eseguire un'operazione assegnata che poi finisce nell'archivio della RAM (memoria volatile, per chi non lo sapesse). Sono troppo drammatico? Sarà...però io sogno ancora le antiche scuole greche di pensiero...Sogno di conoscere abbastanza per decidere dove indirizzare i miei passi...Sogno di essere interessato e spronato allo studio...Sogno di Imparare veramente, con la I maiuscola; un Imparare che non ammette i dubbi che ho adesso...Sogno troppo mi sa. Il fatto è che il sistema mi sembra tutto una baggianata. So già che molti professori dediti e veramente capaci si risentirebbero e avrebbero orrore di quanto sto dicendo, ma io non ce l'ho con loro. Sono vittime quanto noi studenti del sistema. Un sistema ipocrita. Però sono vittime cieche, certo, perchè non vedono più in là del registro, oltre le scadenze del programma. Ahhhh, il programma, quanto odio il "PROGRAMMA" (lo metto pure tra virgolette, per me questa parola non ha un significato definito). Dovete sapere che il programma è tipo il Dio di ogni insegnante. Se il programma dice che un tale argomento va fatto entro TOT tempo, l'insegnante DEVE farlo in quel modo. Guai a sgarrare; manco fosse la Bibbia. A parte gli scherzi, il programma uccide la scuola. E' come se io tentassi di regolare la mia giornata dicendo: "entro le 8 devo aver finito di bere il caffè. Voglio parlare al telefono per non più di 10 minuti. Mangerò esattamente 340 calorie di cibo". Come se non esistesse possibilità di contrattempi o come se non esistesse l'influenza del mondo esterno. E' assurdo. Però ai miei occhi questo accade ogni giorno. "entro il 15 novembre DEVO interrogare TUTTI e avere 20 voti per ciascuno" E dov'è scritto? Perchè? E soprattutto...che dovrebbe succedere se non ci riesci? Diluvio Universale? Il "Dio Programma" scaglierà la sua ira su di te? Ma ovviamente è importante mettere un numero sul registro; Chissenefrega se è un 3? Mica è importante insistere per farlo diventare un 8...no...il voto è lì, scritto ben bene e tanto basta. Chi se ne frega se poi quella persona avrà una "conoscenza"(le virgolette sottolineano ancora i miei dubbi sul rapporto tra voto e conoscenza) non sufficiente dell'argomento? Tanto il "Dio Programma" è contento, no?
(continua...[forse])
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Scendo le scale. Apro il portone. Una folata fredda mi frusta il viso. Sopportabile. E' piacevole. Infilo una mano in tasca e le dita sfiorano i noti contorni dell'Ipod; il contatto con la tecnologia mi crea sempre uno strano senso di benessere. Ma in questo momento non ho bisogno di cori e note artificiali. Tiro fuori la mano e apro l'ombrello mentre, borsone in spalla, mi avvio sulla strada bagnata e scivolosa. Piove. E' una bella pioggia; poche persone si soffermano veramente ad osservare la pioggia: se lo facessero capirebbero che ce ne sono moltissimi tipi diversi. Quella di oggi mi piace perchè le gocce si succedono sottili e fini in una coreografia lenta. Sembra che rallentino per permettermi di goderne meglio. Cammino. La pioggia batte sulla tela dell'ombrello. E' un suono bellissimo. Non rimpiango affatto di non aver acceso l'Ipod; Santana e Rihanna non sono all'altezza. E' come un tamburellare soffice. Ovattato. Sa d'inverno e coperte calde. Intorno a me nessuno, solo qualche schizzo di vita distante nei rumori che si perdono lontani. Mi sento completamente isolato dal resto mondo. Finalmente un po’ solo. Finalmente un po’ di pace. Guardo il cielo sopra di me; una fumosa distesa in bianco e nero. Nemmeno un qualsiasi Dio potrebbe riuscire a vedere attraverso nubi così scure. Mi sento ancora più solo e libero. Come se finalmente fosse calato un velo sulla telecamera che costantemente riprende la mia vita e impedisce qualsiasi naturalezza. Non c’è nessuno a parte me. Forse non ci sono nemmeno io..chissà…la pioggia scorre come se non mi vedesse, magari non esisto più…magari sono disperso in questo attimo di infinito e non chiedo che di essere abbandonato qui. Mi trattengo un secondo ancora, prima di entrare in palestra, prima che questo attimo onirico finisca. Mi prendo la mia piccola meritata dormiveglia, con avidità; in fondo non faccio del male a nessuno. Ancora 5 minuti e poi aprirò gli occhi su quel mondo così imperfetto. Ancora 5 minuti e potrò dedicarmi ai suoni della vita che talvolta mi assordano. Ancora 5 minuti e sfiorerò gli spigoli di questo mondo che vogliono farci credere rotondo. Ancora 5 minuti…5 minuti… ma no, ormai non posso più. La voce di Jennifer Lopez arriva debole dagli amplificatori della palestra. Apro la porta ed entro nel locale caldo. Strano, non ricordavo di avere freddo, adesso sento di nuovo sensibilità alle mani. La segretaria mi guarda con sorriso incerto. Sono tutto bagnato e lei probabilmente aveva appena finito di asciugare in terra. Pazienza. Accendo l’Ipod e la musica accompagna i movimenti del mio allenamento. Avevano importanza i muscoli fino a 5 minuti fa? …non ricordo…probabilmente era solo un sogno...
» Mirko kun (¯`v´¯) »
La mia filosofia di vita è semplice (ma non scontata): un attimo vissuto senza il sorriso è un attimo sprecato.
Perciò vi porto questo breve estratto di "Viva Radio 2" in cui Andrea Bocelli dimostra non solo capacità interpretative sorprendenti ma anche uno spiccato senso comico. Vi consiglio di ascoltarlo attentamente, è davvero grandioso. La Nona Onda è un paradiso, ma non crediate che il suono del mare sia quanto di più celestiale esista. A mio parere il paradiso è un luogo pieno di fragorose risate.
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Paradiso.
Nirvana.
Regno di Dio.
Empireo.
Eden.
Regno dei Cieli.
La Nona Onda.
Probabilmente, tra tutti questi, l'ultimo è quello che salta più all'occhio. Più sconosciuto. Più esotico. Più melodico. Più affascinante. Così i Celti chiamavano la vita dopo la morte. Così ho scelto di battezzare il mio blog. Perchè possa essere per me il simbolo di una meta dispersa nell'oceano, la meta in cui galleggiano i miei timidi pensieri; troppo leggeri per resistere ai fiotti imponenti di siti più prestigiosi: no, questo è lo spazio più adatto per me e per i pochi che seguendo la propria rotta capiteranno qui e decideranno o meno se sostare sulle mie acque. Il Web è un mare pieno di correnti pericolose. Io vi offro un punto saldo in cui gettare l'ancora per qualche attimo di pace. Per qualche attimo di paradiso. Per qualche attimo sulla cresta della...
...Nσиα Oи∂α
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